Come piacere agli altri: l’esempio di Benjamin Franklin

di L'Obbiettivo

Sfido chiunque a mettere in discussione che piacere agli altri sia una palese ambizione dell’uomo: interminabili ore trascorse davanti allo specchio ad abbigliarsi per poi uscire di casa con la nonchalance di chi si è appena svegliato, interi stipendi devoluti all’estetista e corsi mistificatori su come ottenere fama, amore e benevolenza dal mondo intero. Insomma, bisogna ammettere che piacere agli altri piacerebbe un po’ a tutti, persino a coloro che, con fare altamente disinteressato, stentano ad ammetterlo. D’altronde, nessun uomo è un’isola e il bisogno di essere apprezzati è tutt’altro che disumano.
Ma è abbastanza intuibile che, oltre alle lampade di bellezza e al capello sempre piastrato, esistano ben altri espedienti per iniziare a piacere e a migliorare il rapporto con gli altri, persino con coloro i quali assumono un atteggiamento di diffidenza o, talvolta, di noncuranza nei nostri riguardi.
Potrebbe essere d’aiuto apprendere delle buone tecniche di intelligenza sociale, lungi da stratagemmi manipolatori, per poter comunicare con successo, in modo del tutto onesto e disinteressato, per il solo piacere di star bene con gli altri.
Illuminante è l’esempio di Benjamin Franklin, noto scienziato e politico statunitense vissuto nel diciottesimo secolo, il quale in una delle sue più importanti battaglie politiche si ritrovò a dover affrontare un personaggio particolarmente ostativo e testardo. Cosicché, il caro Franklin, per niente intimorito, fece una serie di ricerche sulla vita e sugli interessi dell’influente avversario, arrivando alla conclusione che una tra le sue massime passioni fosse una collezione di libri. A quel punto, Franklin si avvicinò al politico in questione e gli chiese in prestito uno dei suoi adorati volumi, lasciandolo sorpreso e al contempo compiaciuto. Dopo qualche istante di esitazione, il politico accettò e la settimana successiva Franklin tornò da lui con l’intento di restituire quanto gli era stato dato insieme a un biglietto di ringraziamenti. Da quel momento in poi, il potente politico smise di avanzare tentativi di boicottaggio nei confronti di Franklin e addirittura iniziò quella che si sarebbe, poi, rivelata una lunga amicizia. Ma cosa potrà mai essere successo? Quale meccanismo psicologico sarà scattato nella sua mente? Alla stregua di quanto dimostrato da alcune recenti ricerche, chiedere un favore a una persona costituisce uno dei migliori modi per piacerle.
Ciò è deducibile dal fatto che nel momento in cui chiediamo un favore o l’aiuto di un’altra persona, di fatti, le stiamo comunicando quanto sia importante ai nostri occhi. Ovviamente, affinché tale meccanismo scatti è necessario far sentire la persona in questione realmente apprezzata e riconosciuta, ma sia chiaro: non il nostro maggiordomo. Detto ciò, fatemi il favore di trascorrere una buona settimana e di tenere a mente che chiedere non costa nulla, ma può generare ottime relazioni.

Nadia Barillaro