L’irriverente bambino

di L'Obbiettivo

Uno scioglilingua come nome ed una mente indecifrabile, o forse sì?

Il dittatore della Corea del Nord, Kim Jong–Un potrebbe essere paragonato ad un bambino viziato alla continua ricerca di attenzioni, molto probabilmente perché a capo di uno stato circoscritto ai confini dell’Asia, per un istinto primordiale di mettersi al centro dell’attenzione, o per meglio dire desiderare un egocentrismo “mondiale”. Come ogni bambino che si rispetti deve avere dei nemici, avversari che non gli permettono di divertirsi come vorrebbe al parco giochi. Sfortunatamente divertimenti sono delle armi nucleari, che desidererebbe scagliare contro gli USA, e danneggiare Trump. Attenzione a non vittimizzare il presidente degli Stati Uniti che non si potrebbe definire un abile “stratega”.

Corea del Nord e del Sud, due Stati così vicini, ma divisi non solo da barriere architettoniche, bensì da idee diverse di intendere il mondo. I coreani del nord possiedono il primato dell’alfabetizzazione al 100%; siamo davvero arrivati al punto tale da non poter considerare più l’istruzione come un mezzo per comprendere meglio la realtà? Forse che i sudditi di Kim siano assoggettati alle sue follie?

Non ci resta che capire cosa voglia, se un negozio di caramelle o un parco divertimento. Ma la migliore mossa sarà rimuovere dalle sue mani i test di lancio nucleari e ridargli la paperella con cui amava farsi il bagno.

Antonio Panetta