E se i cantanti cantassero con la propria voce?

di L'Obbiettivo
Sì, il titolo è volutamente provocatorio. Non se ne può più, le voci delle canzoni che passano alla radio, della grande maggioranza dei cantanti, sono modificate dai programmi di alterazione della voce umana. Ormai non ce ne rendiamo più conto, ma è così. La loro diffusione è dovuta ad esigenze vocali come ad esempio raggiungere una nota troppo alta (o troppo grave) oppure per aggiungere degli effetti e migliorarla. Ma la peculiarità di un cantante, ciò che lo rende riconoscibile in mezzo a tutti, non è proprio il timbro della voce? Dovrebbe essere così, eppure le voci vengono livellate le une con le altre da questi potenti programmi.
Se la voce di un cantante necessita di modifiche di questo genere, cantare è forse il mestiere giusto per lui? La domanda è lecita, specialmente se si pensa all’abuso che fanno di queste funzioni di modifica della voce anche i grandi e i “grandi” cantanti, ottenendo e mantenendo contratti d’oro per nemmeno delle canzonette. E magari i giovani cantanti che non li usano perché non se lo possono permettere, o non ne hanno bisogno, vengono esclusi dai giochi.

Chissà, se le case discografiche smettessero di usare questi programmi, quanti di questi cantanti continuerebbero la propria carriera e quanti invece verrebbero eclissati e sostituiti da altri più promettenti, che utilizzano semplicemente la propria voce.

Luca Matteo Rodinò