E se internet smettesse di esistere?

Siamo nell’epoca del web, della condivisione e della socializzazione virtuale che, chissà per quale motivo, prediligiamo. Ma fino a che punto abbiamo il controllo delle nostre risorse e dei nostri contenuti?

Non stiamo profetizzando un attacco informatico globale che, tra l’altro, si è già verificato, ma ci incuriosisce pensare che cosa accadrebbe se le più popolari piattaforme digitali andassero in blackout. È già successo d’altronde, basti pensare al WhatsApp Down di qualche mese fa e al Facebook e Instagram Down di sabato scorso, in cui i server dei popolari Social Network di Mark Zuckerberg sono andati fuori uso per alcune ore, preoccupando il mondo intero.

Cosa accadrebbe se una mattina ci alzassimo e Facebook e Twitter non funzionassero più? Saremmo costretti a parlare con gli altri (quindi a pensare prima di aprire la bocca) e a leggere i giornali per informarci.

Cosa accadrebbe se una mattina ci alzassimo e Instagram non funzionasse più? Saremmo costretti ad andare in giro per strada a chiedere alle persone che cosa ne pensa delle nostre foto.

Cosa accadrebbe se una mattina ci alzassimo e WhatsApp non funzionasse più? Dovremmo telefonare agli altri per sapere come stanno. Sicuramente capiremo chiaramente la loro risposta, senza avere dubbi sull’ironia o la sincerità. Quant’è semplice mentire su WhatsApp.

Sicuri della nostra vita virtuale, sorridiamo leggendo queste righe. Ma se una mattina Mark Zuckerberg o il presidente di Google si alzassero e decidessero di tagliare i servizi e vivere di rendita (se lo possono permettere) possedendo ogni genere di dato sulla nostra vita (che noi gli abbiamo fornito)?

Luca Matteo Rodinò

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