Locri Epizephiri: riscoprire i valori di un’antica civiltà

di L'Obbiettivo

Una straordinaria varietà di reperti che raccontano oltre cinquemila anni di storia greca e romana, rinvenuti in quasi trecento ettari di Parco Archeologico ed esposti nel Museo Nazionale di Locri. Nel parlare con la dott.ssa Laura Delfino, responsabile dei servizi educativi del Museo e del Territorio, abbiamo appreso sul Museo cose che non avremmo potuto sapere altrimenti, magari con una canonica visita guidata. Del resto, forse un tedesco o un cinese conosce Locri Epizephiri molto meglio di noi, che siamo del posto.

Abbiamo iniziato la nostra chiacchierata proprio da qui, dall’importanza e dalla considerazione che i locridei danno al Museo: «È triste dirlo, ma nella nostra terra quello che dovrebbe essere un punto di riferimento non solo da un punto di vista culturale ma anche economico, non riceve le attenzioni che meriterebbe e il disinteresse da parte di gran parte della popolazione si evolve in mancanza di aiuti concreti da parte delle istituzioni. Quello che manca forse è un po’ d’amor di patria e di orgoglio per le nostre radici, soprattutto nei ragazzi: pochi sanno che un tempo “Italia” era il nome della Calabria, e che quindi la nostra terra ha dato il nome alla penisola intera. Il problema è profondamente radicato, forse soffriamo troppo la sudditanza culturale che abbiamo nei confronti del nord come calabresi e dell’Europa intera come italiani».

Com’è possibile che la maggioranza dei giovani locridei (noi compresi) non sappiano abbastanza della storia di Locri Epizephiri? Nell’istruzione, si sa, la scuola ricopre un ruolo fondamentale, e il motivo della deficienza di orgoglio patriottico di cui si è parlato va ricercata proprio all’interno delle mura scolastiche. Perché, ci domandiamo, i libri di storia dell’arte e di storia menzionano sporadicamente Locri Epizephiri? Perché un Doriforo è più importante rispetto ai nostri Dioscuri? «È una cosa che non sono mai riuscita a spiegarmi – dice la dott.ssa Delfino – Non credo che in questo caso possa reggere l’“alibi” del pregiudizio culturale, visto che molti storici autori di manuali scolastici sono meridionali, penso ad esempio a Villari. Locri Epizephiri e la Magna Grecia sono delle pietre miliari nello studio della storia, ancor prima di Roma. Si pensi al fatto che mentre i nostri antenati qui costruivano templi, teatri e ville, nel resto d’Italia non c’era nulla, si facevano ancora segni sulle pareti delle grotte e ci si tingeva la faccia di blu, stessa cosa dicasi per il resto d’Europa».

Nonostante tutto, il Museo di Locri propone sempre diverse iniziative, si migliora e si rinnova di giorno in giorno, coinvolgendo i ragazzi delle varie scuole. Questo inverno è stato indetto il “Premio Internazionale Locri Epizephiri” tramite il quale si chiedeva agli studenti di proporre una varietà di idee per riqualificare e valorizzare il Museo e il Parco Archeologico. «Si tratta di una proposta dell’Onorevole Guido Laganà. Voi giovani avete sempre delle idee eccezionali, la mente sveglia e conoscete bene i moderni mezzi di comunicazione; noi siamo un po’ fossilizzati ormai. Molte dei progetti proposti da voi li attuiamo da anni ormai, altri sono già in fase di realizzazione. I giovani sono sempre preziosi; anche i ragazzi che fanno alternanza scuola–lavoro da noi ci danno una grossa mano con i turisti e con la biblioteca nascente di cui stiamo stilando l’inventario».

Da segnalare è l’applicazione digitale interattiva per visitare il teatro greco di Lokroi: «Un’importante iniziativa curata dalla direttrice Rossella Agostino, in collaborazione con il comune. È in fase di discussione un’altra applicazione per ricreare l’intero Sito Archeologico, al fine di rilanciare “virtualmente” il turismo». In fase di realizzazione anche la tessera associativa del museo, che permetterebbe ai visitatori associati di restare aggiornati circa gli ultimi appuntamenti, eventi e promozioni del museo. A proposito, segnaliamo l’apertura straordinaria di mercoledì 02 agosto (questa sera); in fondo alla pagina le altre date e le giornate del Teatro Festival organizzato dal Comune di Portigliola.

Per concludere abbiamo chiesto quant’è importante recuperare quei valori antichi e fondanti della città di Locri. «Io inserirei questo discorso sul piano nazionale. Uno dei valori principali che ha l’Italia e che il mondo ci invidia è la diversità, ogni regione è diversa dalle altre. Gli stranieri che vengono a vivere in Italia sono affascinati proprio da questo. Penso che come calabresi, anche se non abbiamo i teatri di Roma, la metropolitana, o i treni ad alta velocità, abbiamo quella dimensione umana e quel modo di vivere alla giornata che ci caratterizza. Dobbiamo batterci per far valere questi valori contro quell’omologazione che ci viene dalla nascente globalizzazione e dal mondo della televisione».

Se si recuperano i valori antichi sui quali Locri si fonda, ne trae giovamento innanzitutto la popolazione. Valori che sono stati rimossi da disvalori e che devono essere recuperati. La valorizzazione di un bene culturale diviene innanzitutto fonte di valori ma anche fonte economica che serve non solo a dare lavoro ma soprattutto a far diminuire la criminalità, poiché se c’è benessere diminuiscono le attività illecite. La riqualificazione del parco porta a fare tante cose: più cultura, più lavoro, più turismo.

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Luca Matteo Rodinò

Giuseppe Galluzzo