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THOR stupisce la NASA

I miti antichi sono sempre affascinanti, questa volta però non stiamo parlando della nota divinità nordica: infatti Thor è uno degli acronimi evocativi che gli scienziati amano tanto.

Turbulence Heating ObserveR (THOR) è un progetto europeo in cui l’Università della Calabria ha un ruolo di primo piano (non per niente uno dei responsabili è il professore dell’Unical Francesco Valentini); si tratta di un satellite destinato a studiare le interazioni tra il vento solare e la magnetosfera terrestre (lo spazio influenzato dal campo magnetico del nostro pianeta) e più in generale l’influenza di turbolenze elettromagnetiche sul plasma (il principale costituente “visibile” dell’universo, si tratta di gas ionizzato, che tanto per intenderci, forma le stelle).

La principale domanda a cui si vuole rispondere potrebbe, in modo un po’ semplicistico, essere formulata da un bambino: perché le stelle brillano?

Il plasma riscaldato e accelerato emette radiazione luminosa e pare che il riscaldamento venga causato da turbolenze, ma ancora non conosciamo i meccanismi in gioco, scoprirli è l’obiettivo.

Inoltre l’interesse non è solo teorico, ma una maggiore conoscenza ci potrebbe anche aiutare a difenderci da danni alle linee elettriche e alle telecomunicazioni che alcuni eventi spaziali possono causare.

Gli esperti della NASA, dopo aver esaminato il progetto, hanno dichiarato entusiasti che se spettasse a loro darebbero subito il via alla missione. Non spetta a loro ma all’ESA (Agenzia Spaziale Europea) che deve scegliere un progetto da lanciare entro il 2025; gli altri due arrivati in “finale”, insieme a THOR, sono XIPE (un satellite in grado di analizzare i raggi X permettendo di studiare meglio i fenomeni ad alte energie ed eventi particolari come gli stati di quiescenza e di attività dei buchi neri) e ARIEL (che si propone di studiare la chimica e la formazione di pianeti gassosi e caldi).

Questi progetti sono tutti estremamente interessanti e caratterizzati dall’alta partecipazione italiana, cosa che ci deve riempire d’orgoglio, perché l’Italia è anche questo, la Calabria è anche questo, non solo il sud d’Europa, il peso morto, ma una miniera di menti eccelse che non possiamo far fuggire.

Complimenti e auguri ai nostri orgogli.

Nicola Varacalli

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