Cronaca e politica,  Trasporti

Magagne a casa Sacal

Un’altra magagna per l’Italia, un’altra macchia nera per la Calabria. Lo scandalo che ha colpito la Sacal in questi giorni è indice di quanto possa essere inaffidabile, negligente e sfruttatrice la dirigenza messa a capo di una società come la suddetta, e non solo di questa. Si pensi, infatti, anche allo scandalo che ha sconvolto l’attuale apparato comunale di Locri, per la concessione di permessi edilizi per la costruzione di ben due strutture scolastiche abusive, tra i dodici e i quattordici anni fa. Martedì 11 aprile l’operazione Eumenidi si è svolta grazie alla Polizia Giudiziaria, alla Guardia di Finanza di Lamezia Terme e agli agenti della Polizia di Frontiera dell’Aeroporto internazionale, coordinati dalla Procura della Repubblica della città della piana. Corruzione, peculato, falso, abuso d’ufficio, concussione, induzione a dare o promettere utilità, millantato credito. Questi i numerosi reati attestati alla classe dirigente della “Sacal”, che vede già agli arresti domiciliari il presidente Massimo Colosimo, il direttore generale Pierluigi Mancuso ed Ester Michienzi, responsabile dell’Ufficio legale.

A quanto pare, ai sopra citati piace la bella vita; ma niente di strano, a chi non piace in effetti? Il fattaccio sta nella provenienza del denaro utilizzato per pagare i viaggi, i pranzi, le cene di alta classe e gli alberghi di lusso. Non volendo di certo bruciare il proprio patrimonio per “piccolezze” del genere, così da mettere da parte qualche soldino per la vecchiaia, hanno trovato la brillante idea di utilizzare per tali spese il denaro della società.

Oltre questo, cosa molto più grave, molte delle condotte illecite attribuite agli indagati riguardano l’irregolare gestione di “Garanzia Giovani”, che finanziato con fondi pubblici è finalizzato ad inserire in un tirocinio retribuito, alla “Sacal S.p.A.”, giovani promettenti, meritevoli e circoscritti a precisi requisiti. Le indagini hanno invece dimostrato che, in ragione di pressioni indebite di ogni tipo, anche propiziate da politici locali e dirigenti pubblici, siano stati selezionati solo amici e parenti degli indagati, tramite modifiche alle modalità di selezione del bando. Questo a dimostrare quanto sia difficile, quasi impossibile per un giovane riuscire a insediarsi all’interno di strutture del genere se non grazie a raccomandazioni dall’alto e conoscenze di rilevanza sociale. Questo a dimostrare, ancora una volta, come la politica sia volta spesso a fare i propri interessi e non quelli del Paese.

Antonio Panetta

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