Psiche ed Anima, perché conoscerli

Nella borsa di J, oggi, non ci troviamo alcun articolo riguardanti le notizie del mondo, solo perché vorrei che ci staccassimo un attimo dalla concezione dell’essere sempre aggiornati e ci prendessimo un piccolo, minuscolo, istante per evadere dalla bolla sociale e multimediale alla quale apparteniamo, per dare importanza a noi stessi.
E quindi sì, vi rifilerò un nuovo e ristretto viaggio nel magico mondo dell’introspezione, per cercare quale sia la via da dover seguire per fare spazio alla nostra psiche seguita dal concetto di anima.
Partiamo dal principio: cos’è la psicologia?
In genere, quando parliamo di tale materia, intendiamo, esattamente, lo studio della psiche sotto il profilo biologico, il modo di sentire, pensare ed agire di una popolazione o persona ed il rapporto con l’empatia.
Quando apriamo il cassetto dell’anima, invece, il significato si rende più vasto in base alla concezione che il singolo individuo pone nei confronti della parola data.
In base al contesto storico nel quale viene inserita, quest’ultima porta a numerose vie di valutazione.
Partendo dall’antica Grecia, attraversando la cultura latina e quella romana, fino a giungere, in senso più olistico, i nostri giorni moderni e frenetici, l’anima può essere definita, se non altro, come il percorso dello spirito all’interno della nostra essenza.
Per non spaventare nessuno, altro non è che la nostra coscienza o mente, in qualsivoglia modo si voglia dire.
Allora perché, frequentemente, queste due parole chiave entrano in uno stato di conflittualità tra di loro?
Semplicemente perché si è presa l’abitudine a scindere le due cose.
Si pone come punto di riferimento e di concretezza imprescindibile il fatto che lo studio della psicologia altro che non sia che la risoluzione dei problemi e dei traumi della vita e delle vicende altrui.
In senso lato, si è persa la visione dell’utilizzo dell’ausilio della psicologia come materia di riferimento per attuare un lavoro di miglioramento alla base di noi stessi, per generalizzare il contesto ad ambiti, magari, anche sconnessi tra di loro, svalutando entrambe le cose.
Psiche ed anima hanno bisogno di collaborare per formare un duo dinamico e rendere la persona più consapevole di se stessa.
La psicologia, nel suo ambito, non è altro che la ricerca di un proprio “io” che possa rispondere all’esigenza più intrinseca per la conoscenza della vita nelle sue più potenziali sfaccettature.
Per fare sì che questo accada, l’inconscio deve coniugarsi al conscio e, per questo, l’unica vera motivazione che questo articolo possa trovare nella collocazione della spinta motivazionale che mi ha spinta a scriverlo, è un messaggio che qualcuno ha detto a me prima che io cercassi, nel mio modo bizzarro, di trasmetterlo a voi: abbiate il coraggio di conoscervi, di scavarvi dentro e di farlo a fondo, in modo propedeutico ed intuitivo, in viaggio che sarà lungo per l’intero arco della nostra esistenza, ma che, son sicura, saprà rendersi sorprendente e soddisfacente.
Come diceva il caro e buon vecchio Gustav Wundt: “Rendi conscio l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino.”
Fate un buon viaggio e scopritevi.

Jole Lorenti

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