La borsa di J dà i suoi auguri

Sotto l’albero di Natale ognuno di noi spera di trovarci qualcosa, chi il cappotto nuovo, chi l’ultimo videogioco in uscita, chi il biglietto del viaggio che non ha mai fatto.
Poi penso anche che, qualsiasi persona presente sulla terra, desideri soltanto ritrovare sotto le luci che illuminano tutta casa, l’abbraccio caldo di chi ha perso o di qualcuno che non c’è più.
Oggi quello che scrivo provo a dedicarlo a tutti coloro che, un po’ come me, sentono il cuore diviso a metà, rapito da una parte dalla magia della festa e, dall’altra, rattoppato dalla mancanza.
Forse, questo periodo, è l’unico in cui proviamo a dimostrare attraverso piccoli gesti quanto teniamo a chi, giornalmente, ci accompagna.
Abitudine che, quotidianamente, ci sfugge e che, invece, si può attuare con un piccolo pensiero lasciato scritto su un foglietto.
L’arte del donare c’insegna che, in una festività che appare così commercializzata, il dono è più significativo.
Più che un articolo, mi sembra ovvio che il mio voglia essere un piccolo augurio.
Allora vi dico, in questo mio spazio di mondo dove solo voi mi sentite e percepite le mie parole:
che questo Natale vi porti la forza di affrontare le vostre paure, vi auguro di spacchettare la voglia di uscire dalla vostra zona di comfort e trovare il coraggio di correre fuori e viaggiare e scoprirvi immensamente ribelli e gioiosi.
In questi nostri tempi tutti particolari, poco analogici e molto tecnologici, poco sentiti e molto schiacciati, io vi auguro di sapervi abbracciare anche da soli, quando nessun altro è disposto a farlo.
Vi auguro che il vostro pensiero colmo d’amore sappia essere apprezzato, lusingato ed usato con delicatezza.
Trattatevi con gentilezza, siate clementi e non giudicatevi.
Nello specchio della menzogna altrui, in questo Natale guardatevi negli occhi e sappiate scorgervi qualcosa di vero.
A Natale amatevi per ciò che siete e non per quello che gli altri desiderano che voi siate, rispettate le vostre aspettative, vanno con la legge della precedenza e, qualche volta, si avvalgono del sorpasso.
Vogliatevi bene.
Io vi abbraccio da qui, il meno virtualmente possibile, nel modo più umano che possa conoscere.
La borsa di J si mette comoda comoda a scaldarsi sulla poltrona, oh oh oh.

Jole Lorenti

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