Paura di sbagliare: superala!

A chi non è capitato almeno una volta, o sempre, di desiderare una vita perfetta, priva di intoppi ed imperfezioni?
Una vita in cui non ci sia spazio per l’irrazionalità, i cui pezzi si incastrano alla perfezione e non sia difficile seguire magistralmente i propri schemi. E poi, va da là gli sbagli, queste trappole mortali!
Siamo stati abituati a pensare che l’opposto del successo sia il fallimento, che la vita sia del tutto bianca o del tutto nera, priva di simpatiche sfumature. Ci hanno insegnato che l’errore sia qualcosa di negativo e peccaminoso, da evitare con tutte le nostre forze.
E a questo punto ti sento già scalpitare nel volermi sbattere in faccia quesiti come: “Mi stai dicendo che sbagliare tutti gli esercizi di matematica con il conseguente esito di un’insufficienza sia una mossa particolarmente intelligente?” Non esattamente. Anche se, in fase di apprendimento, aver fallito in qualche passaggio può aver senz’altro avuto l’effetto di spronarti ad approfondire l’argomento in questione, ma… sorvoliamo i calcoli. Vorrei proporti un esempio concreto (di quelli potenti), che io trovo illuminante, per farti capire meglio ciò che intendo: Thomas Edison, grande inventore statunitense del ‘900, sperimentò tantissimi tentativi prima di apportare miglioramenti alla lampadina e quando, durante una conferenza stampa, un giornalista gli chiese come si fosse sentito a fallire quasi duemila volte prima di raggiungere il risultato desiderato, Edison rispose “Io non ho fallito 2000 volte, ho semplicemente trovato 1999 modi su come non si fa una lampadina.”
Avrai capito che un errore (nel caso di Edison 1999) sia parte integrante del processo verso il conseguimento di un grande risultato o, semplicemente, del nostro percorso di crescita. Non a caso, molto spesso, uno dei principali blocchi mentali che impedisce alle persone di realizzare ciò che desiderano è proprio la paura di sbagliare. C’è chi addirittura aspira alla rigida perfezione ignaro che essa implichi un punto di arrivo, una meta ideale e statica e, per questo, improduttiva. Chi ha manie perfezionistiche è convinto di dover competere giorno e notte con un’impeccabilità pressappoco irraggiungibile. E questa continua lotta con sé non fa altro che logorare mente e corpo.
Una volta, per caso, ho sentito dire che lo spazio di un errore sia uno spazio di crescita. In quel momento non ho capito cosa volesse dire. Ad oggi credo fortemente che gli errori siano non solo inevitabili, ma anche necessari. Senza sbagliare non esisterebbe miglioramento. L’errore non va concepito come l’opposto del successo, ma come un suo requisito. I cambiamenti possono nascere solo dall’imperfezione. Se ci pensi, la stessa natura è animata e regolata da impercettibili imperfezioni e grandi squilibri. Lo so: osare è difficile, perché, più o meno costantemente, c’è una vocina dentro di noi che ci suggerisce “Non ci riuscirai”. Ecco che bisognerebbe imparare a zittire quella vocina o perlomeno lasciarla parlare senza curarcene. Avere fiducia in se stessi, nei propri mezzi è una sfida grande e meravigliosa che vale la pena di essere giocata ogni giorno. Dopotutto, la paura di sbagliare, per quanto possa esporci alla vulnerabilità, ci rende pienamente umani.

Il timore di un potenziale fallimento non può diventare una scusa per non provarci, esporsi, vivere. Allora, abbi la forza di sottrarti alle sabbie mobili del “Non sono abbastanza per potercela fare”, del “Lo farò in futuro, adesso non sono pronto” e concediti la possibilità di uscire fuori a correre. E non importa quante buche beccherai, ti insegneranno a guardare dove mettere i piedi. Accetta l’imperfezione, impara a guardarla con occhi nuovi, a riderci sopra ed amarla. Impara a perdere il controllo, talvolta, poiché a voler calcolare sempre tutto si finisce per impazzire. L’universo è caos: più sei rigido, maggiori sono le probabilità che tu venga spezzato dagli eventi imprevedibili che si susseguono. Abbandonati alla corrente della vita. E non ti sto dicendo di diventare passivo, ma semplicemente di rassegnarti difronte a ciò su cui non hai potere.

Ricorda che l’aspettativa che ogni nostro sforzo debba avere dei risultati eccelsi, ai limiti dell’impossibile, ci immobilizza. Concediti pure di uscire fuori dalle righe, di cadere e farti male, di renderti ridicolo e impacciato, a tratti incompreso, ma non rinchiuderti nella gabbia della paura.
Buttati a capofitto in quella nuova esperienza, quel lavoro, quel sogno. Nessun successo è garantito, ma una cosa è certa: ti farà sentire vivo.

E come ripeto a me stessa ogni qualvolta che mi ritrovo in procinto di scrivere un nuovo articolo, e nessuna idea o frase soddisfa lontanamente le mie aspettative:
“Meglio una bozza imperfetta che un perfetto foglio bianco.” (R. Shuller)

Ti auguro così una buona settimana, non esente da imperfezioni e strappi alla regola! E ricorda: aspira al meglio delle tue potenzialità ma non prenderti mai troppo sul serio. Impara a perdere il controllo, talvolta, poiché a voler calcolare sempre tutto si finisce per impazzire. L’universo è caos: più sei rigido, maggiori sono le probabilità che tu venga spezzato dagli eventi imprevedibili che si susseguono. Abbandonati alla corrente della vita. E non ti sto dicendo di diventare passivo, ma semplicemente di rassegnarti difronte a ciò su cui non hai potere. Ricorda che l’aspettativa che ogni nostro sforzo debba avere dei risultati eccelsi, ai limiti dell’impossibile, ci immobilizza. Concediti pure di uscire fuori dalle righe, di cadere e farti male, di renderti ridicolo e impacciato, a tratti incompreso, ma non rinchiuderti nella gabbia della paura. Buttati a capofitto in quella nuova esperienza, quel lavoro, quel sogno. Nessun successo è garantito, ma una cosa è certa: ti farà sentire vivo.

E come ripeto a me stessa ogni qualvolta che mi ritrovo in procinto di scrivere un nuovo articolo, e nessuna idea o frase soddisfa lontanamente le mie aspettative: “Meglio una bozza imperfetta che un perfetto foglio bianco.” (R. Shuller) Ti auguro così una buona settimana, non esente da imperfezioni e strappi alla regola! E ricorda: aspira al meglio delle tue potenzialità ma non prenderti mai troppo sul serio.

Nadia Barillaro

Cosa ne pensi?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: