Francesco Carofiglio incontra i lettori alla Mondadori di Siderno e al Liceo Zaleuco di Locri

di L'Obbiettivo

Lo scrittore barese Francesco Carofiglio è stato ospite della nostra Locride regalandoci tre eventi per discutere e dialogare con lui in un doppio appuntamento il 22 novembre alla libreria Mondadori di Siderno, moderato dalla giornalista Maria Teresa d’Agostino, e il 23 incontrando i ragazzi del Liceo Scientifico Zaleuco di Locri. Abbiamo scoperto misteriosi mondi paralleli, paura, labirinti e teatro, narcisismo, morte, vita, amore: tutti hanno ascoltato e intervistato l’autore, studenti e professionisti, giovani e adulti. Scopriamo allora i libri di Francesco Carofiglio: Jonas e il mondo nero e Il Maestro.

Jonas ha dodici anni, vive con sua sorella Morgana e con i suoi genitori, va a scuola, ha degli amici e sta vivendo i suoi primi amori. Tutto nella norma, insomma, finché non inizia a vedere persone che gli altri non vedono. Da qui, accompagnato da una frase labirinto tratta da “Alice nel Paese delle Meraviglie” (il suo libro preferito) da enigmi e dal suo temperino, il ragazzo si trova davanti una difficile missione da compiere: affrontare il Mondo Nero. «Mi è sempre piaciuto pensare che questo romanzo si possa leggere in due modi», dice Carofiglio, «il primo è seguendo le avventure fantastiche di Jonas ed entrare con lui nel Mondo Nero, avendo a che fare con un universo lontano dalla realtà di tutti i giorni. Un altro è pensare che questa proiezione in un mondo fantastico possa essere il prodotto dell’immaginazione fertile di un ragazzo che sta passare da un’età ad un’altra: da quella dell’inconsapevolezza a quella della consapevolezza». La distinzione tra il Mondo Nero, con tutta la paura che contiene, e il Mondo Bianco, della quotidianità e della speranza, non è sempre netta. Si nota dagli episodi a cui Jonas assiste, dalla sua vita familiare e da alcuni suoi compagni di scuola. Tra il Mondo Nero e quello Bianco, in sostanza, c’è una consistente zona grigia. Francesco Carofiglio ci racconta che la storia di Jonas è nata tanto tempo fa, quando, per curiosità, si è chiesto cosa volesse dire essere l’unico a riuscire a vedere persone e ad avvertire presenze. Si è appuntato l’idea e l’ha ripresa dopo qualche anno. Per ora (molto probabilmente le avventure di Jonas non sono finite qui) Jonas Dearson (già, avete indovinato, Dearson sta per Carofiglio) non è descritto fisicamente, perché ognuno è libero di immaginarlo come vuole. Ha consigliato agli aspiranti scrittori di segnare tutto ciò che passa loro per la testa, “un’idea arriva e non è detto che rimanga”, e di leggere molto. Leggete anche la storia di Jonas, non importa l’età: i romanzi non sono sempre catalogabili, e questo è utile a tutti i lettori.

Chi è, invece, Il Maestro? Il protagonista di questo libro è Corrado Lazzari, presentato come il più grande attore di teatro del ‘900. Oggi è però un uomo solo; dopo aver dovuto abbandonare la recitazione vive in un appartamento in un condominio deserto perché comprato da una banca per farvi degli uffici e lui è ancora l’unico inquilino. Quando era un attore, le sue giornate sono trascorse velocemente tra una scena ed un’altra, tra un palco e un altro. Ora, in età avanzata si trova da solo a scandire il suo tempo e a prendersi cura di sé. Ogni mattina Corrado si alza, si lava, si veste bene e ordina l’archivio della sua vita: locandine di spettacoli, ritagli di articoli di giornali, copioni. Le uniche persone con cui è a contatto sono la donna delle pulizie che si reca da lui una volta la settimana e Alessandra, una studentessa ventenne di lettere con indirizzo teatrale all’università La Sapienza di Roma che ogni giorno gli porta i pasti dal locale in cui lavora per pagarsi gli studi.

Corrado, inizialmente freddo e scortese con la ragazza, troverà in lei l’ultimo spettatore del grande teatro della sua vita e potrà, un’ultima volta, uscire di scena.

Concludiamo consigliando la lettura dei due libri e ringraziando Francesco Carofiglio per la disponibilità e la gentilezza.

Elisabetta Spanò
Luca Matteo Rodinò