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E se le parole ti guarissero? Cronache della lettura, e altri rimedi

Mi è capitato di essere seduta accanto ad una signora, sul treno, che teneva tra le mani un libro, esattamente “L’ombra del vento” di Carlos Ruiz Zafòn, e di sentirla sussurrare: “ti ho ancora accanto”, mentre leggeva la dedica lasciata sulla prima pagina. Nella borsa, in quel momento, mi è sembrato di scorgere uno spezzone di giornale che parlava della biblioterapia. Ecco, oggi nel “Viaggio nella borsa di J” voglio parlarvi proprio di questo.

Partiamo dal principio: derivante dal greco “biblio”, si tratta di effettuare una sorta di terapia consolativa attraverso l’ausilio dei libri. Per molto tempo l’effetto che le righe di poche o più pagine potessero avere sulle persone durante un momento di lutto, sconforto, malinconia o nostalgia è stato un fenomeno sottovalutato e solo recentemente sono stati approfonditi diversi studi che hanno dato maggiore chiarezza alla questione. Nell’ultimo periodo, difatti, psicologi e psicoterapeuti si sono uniti nell’affermare che il processo letterario è di fondamentale importanza nella crescita personale e nella conoscenza di noi stessi. Ogni volta che leggiamo un libro, ci accingiamo a fare un viaggio inter nos dove viene scrutato il nostro più piccolo aspetto, anche inconsciamente.

Negli anni ’30, lo psicoterapeuta William Menninger cominciò a prescrivere ai suoi pazienti dei romanzi affinché quest’ultimi potessero riflettere sui loro stessi disturbi e, prima di lui, si era cimentato nell’impresa, durante il 1916, il teologo Samuel Crothers. Il libro, all’interno della terapia, diviene un “luogo” condiviso tra paziente e medico, pur mantenendo una chiave simbolica poiché il tutto si svolge all’infuori dallo studio del terapeuta. Più semplicemente, possiamo dire che attraverso la lettura si forma un’autoconsapevolezza della propria problematica che porta facilmente alla risoluzione di essa. Questa tecnica viene utilizzata più frequentemente nella cura di ansia e depressione e porta alla riduzione di tutti quegli atteggiamenti disfunzionali che attanagliano colui che ne soffre.

Applicandolo a ciò che svolgiamo giornalmente, è evidente che molti di noi riescano a ritrovarsi all’intero delle parole che compongono un libro. Quante volte vi è capitato di prendere la matita e sottolineare frasi che sembravano fatte su misura per la vostra situazione e per il vostro stato d’animo? Quante volte è successo che uno scrittore, con il suo dono, sia stato capace di esprimere quello che vi pesava come un macigno sullo stomaco? Per ricollegarlo a ciò che dicevamo prima, anche questo può essere un esempio di biblioterapia. Ritrovandoci all’interno di un contesto dettato dalla fantasia altrui riusciamo a provare una sorta di consolazione che, in qualche modo, ci fa attraversare il nostro dolore e ci porta, lentamente, a superarlo senza nasconderlo sotto il tappeto come se fosse polvere.

È come trovarsi di fronte ad uno specchio e, spesso, parlare con la propria coscienza di cose che non avremmo modo, voglia e coraggio di ripetere ad alta voce a chi ci sta affianco tutti i giorni. Entriamo in empatia con quello che ci circonda e lo facciamo nostro acquisendo anche una maggiore capacità emotiva. I libri, come li definiva Bacone stesso all’interno della sua filosofia, sono le “navi del pensiero” ed hanno un profondo impatto nella nostra vita. Basti pensare alle lacrime spese su fogli di carta rilegati da un dorso colorato oppure dalle risate improvvise scaturite da una singola parola, forse anche qualche briciola di amarezza e di felicità sparse qua e là ci hanno tenuto compagnia in tutti quei momenti dove ci siamo trovati da soli di fronte alla realtà, con in mano righe scritte da qualcun altro che, se avessimo il privilegio, vorremmo anche abbracciare. Leggere ci fa simulare ciò che sentiamo, ce lo porta davanti gli occhi e ce lo fa tenere e stringere tra le dita, amore, dolore o passione che sia.

Per questo, siate prudenti, non sottovalutate il potere delle parole, la loro enorme magia, i confini che possono valicare prima che qualcuno gli consenta, effettivamente, di farlo, ma tranquilli, potete permettervi d’abusarne e di leggere fino a quando non vi saprete conoscere bene e a fondo, il che può rivelarsi un viaggio piuttosto lungo ed un cammino, magari, tortuoso, però non dubitate: il panorama, quando arriverete in cima, sarà meraviglioso. Lasciatevi guarire, cullare e trasportare dalla lettura e sarà una di quelle poche cose delle quali non vi pentirete mai.

Jole Lorenti

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