Un altro volto della gioventù1 min

di L'Obbiettivo

«Hey aspetta, c’è un mio compagno di classe in giro, vieni che lo saluto».

“Ciao Vi, come stai tutto bene?”. I due si stringono la mano.

«Sì, sì, tutto bene, tu?»

“Tutto a posto”.

«A scuola come va? Sempre a non fare niente, vero?»

“Parla per te che è già tanto se fate un giorno di lezione a settimana!”

«Va bene, dai, ci vediamo in giro. Non studiare troppo eh!»

“E tu vedi di non dormire assai, ogni tanto prova ad alzarti dal letto a fare due passi”.

«Come no!? Ci vediamo!»

“Ciao!”.

Questo dialogo di una durata massima di 30 secondi è l’esatto riassunto della fantasia smisurata dei giovani. Quando capita di riflettere ci si rende conto che molte volte c’è qualcosa che non va. I rapporti umani sono in crisi. Dove sono finite le presentazioni? Dove è finita quella enfasi e quella voglia di conoscere nuove persone per poter dire di avere un amico in più? Raramente, e delle volte su richiesta, due persone che non si conoscono vengono presentate l’uno all’altra, ma la conversazione finisce al piacere di conoscerti. Il motivo di tutta questa freddezza nascosta dai sorrisi è latente e introvabile. C’è chi dà la colpa ai social, e forse in parte è vero. Da questi stiamo imparando l’ipocrisia. Trasliamo la posa per la foto anche nella vita reale, mostrando tutto ciò che non siamo. Eppure questi mezzi di comunicazione sono bellissimi. La condivisione che permettono di fare è fenomenale. Si spera che però ne si faccia un uso “distaccato”. La vita reale e molto diversa da quella ideale e virtuale dello smartphone. O forse la colpa è della società. L’invidia e l’egoismo dominano, creano il distacco visivo tra due persone messe faccia a faccia. La forza d’animo e l’umiltà stanno per prendere un volo senza ritorno verso lidi ancora sconosciuti. Si sono create delle sezioni ben definite. Ti saluto se sei amico, mi giro dall’altra parte se ti conosco, ti guardo male se non ti ho mai visto, eccetto qualche rara occasione. Quando si romperà questo equilibrio di costante sfida brutale a chi è meglio di chi? Mi soffermo a riflettere spesso su questo, e sto cercando di migliorare.

Vincenzo Trimarchi

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