Fontana, “Le famiglie gay non esistono”: e chi glielo ha detto?2 min

di L'Obbiettivo

Lorenzo Fontana, ministro della Famiglia e dell’Handicap, trentottenne cattolico nato e cresciuto a Verona, ha non molto tempo fa esplicitato, al Corriere della sera, che le famiglie arcobaleno per legge non esistono. Travolto, poi, da irrisioni piene di sdegno si è giustificato sostenendo che, aldilà del proprio punto di vista conservatore, oltranzista e tenacemente cattolico, sia oggettivamente congeniale invertire la rotta per quanto riguarda la crisi demografica e che per farlo si rende necessario incentivare la natalità, la maternità, le famiglie.

Sulla questione si è espresso anche il Ministro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, che ha relativamente preso le distanze da Fontana: «Ha detto una cosa che mi sembra normale, è libero di avere le sue idee – ha dichiarato – ma non sono priorità e non sono nel contratto di governo». Il leader della Lega ha, poi, aggiunto: «Unioni civili e aborto non sono leggi in discussione. Non andremo a litigare e perdere tempo su temi non inseriti che dividono, ma personalmente ritengo che il nostro Paese in futuro debba continuare ad avere principi come quello per cui la mamma si chiama mamma e il papà si chiama papà. E per cui un figlio viene adottato se ci sono una mamma e un papà».

Sin da subito sono scaturite miriadi di reazioni, in particolare, da parte del mondo LGBT e dall’associazione “Famiglie Arcobaleno”, nonché le famiglie omogenitoriali con figli.

Tra le altre, ad echeggiare è la voce di Marilena Grassodonia, Presidente della suddetta associazione e mamma, insieme a Laura Terrasi, di tre bambini: «Sono esterrefatta nel vedere un ministro della Famiglia così distaccato dalla realtà in cui vive», per poi aggiungere: «I nostri figli non sono una ideologia, sono una realtà. E soltanto Mussolini in questo paese aveva provato a negare il nostro diritto di esistere». Anche Sebastiano Secci, presidente del circolo omosessuale “Mario Mieli” e portavoce del Roma Pride, è intervenuto a tal proposito: «Dichiarazioni come queste sono gravi, ancor di più se fatte da un Ministro della Repubblica. Finora i nostri figli erano stati ignorati, oggi il governo M5S – Lega, il governo del cambiamento ci informa che le nostre famiglie non esistono. Noi invece esistiamo e le nostre famiglie hanno il dovere di resistere, di non arretrare di un passo».

Ma le affermazioni di Fontana su aborti, natalità e adozioni sono state discusse anche dalle forze politiche di opposizione. «Non permetteremo un nuovo medioevo sulla pelle delle donne», sostiene Alessia Morani del Pd. Mentre Matteo Orfini rilancia: «Le famiglie arcobaleno esistono e sono bellissime».

Negli ultimi giorni si è assistito al sollevamento di un gran polverone che appare difficilmente placabile; tante sono le posizioni discordanti in merito a una questione che a seguito delle affermazioni del ministro Fontana sta riaffiorando. Vi è chi rema a favore delle tradizionali famiglie eterogenitoriali, chi invece si batte a sostegno dei diritti LGBT. Ma alcune dichiarazioni sembrano quantomeno premature, poiché non si è ancora in possesso di evidenze scientifiche attendibili e definitive, seppure questa disputa affondi radici molto profonde.

In Italia, provincia del mondo, come minimo bisognerebbe iniziare ad aprire un serio dibattito su basi scientifiche, piuttosto che religiose o ideologiche. Prima di prendere lesti provvedimenti e lanciarsi in discussioni scevri di piene competenze, sarebbe auspicabile ponderare adeguatamente ed agire per il bene collettivo. Ad ogni modo, la comunità LGBT a dimostrazione del fatto che invisibile non è, ieri – 9 giugno – ha colorato Roma portando avanti valori di democrazia, laicità, diritti, parità, salute e libertà in funzione di rammentare che l’amore insegna sempre qualcosa, in qualsiasi forma si manifesti.

Nadia Barillaro

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