Bonus Cultura, ora Bonisoli fa dietro front: prorogato per altri due anni1 min

di L'Obbiettivo

Neanche il tempo di farci il segno della croce che il Ministro alla Cultura Alberto Bonisoli è tornato sui suoi passi, facendo chiarezza sulle sue precedenti affermazioni riguardo un possibile quanto clamoroso stop al bonus cultura. Il dietrofront arriva quasi contestualmente alla pubblicazione dell’articolo in cui si spiegavano (e si commentavano) le sue forti perplessità sulla fruizione buono.

«I fondi per il 2018 e per il 2019 ci sono, verranno riattivati ed erogati ai classe 2000 e 2001 (…) abbiamo pensato però di introdurre in modo graduale alcuni correttivi per migliorare agli errori fatti in passato». Alla fine quindi, correttivi o no, il Ministro si è corretto, ed almeno per altri due anni resta intatta per migliaia di ragazzi la possibilità di usufruire del bonus di 500€. In realtà, anche dopo le rassicurazioni sulla riattivazione del bonus, il Ministro si è lasciato andare a toni polemici «Oggi il bonus non ha niente di strutturale che possa garantire un’inversione di tendenza (…) non è un caso che in diverse situazioni i soldi del bonus siano stati spesi per feste a base di alcol o usi simili». Peccato che a smentirlo ci siano i dati ufficiali del MiBACT (vedi immagine sotto), secondo i quali circa l’80% del totale dei fondi stanziati per il bonus è stato speso per l’acquisto di libri, circa il 15% per concerti e cinema, ed il restante in visite museali, mentre non sembra comparire la voce “Feste a base di superalcolici”.

 

Ancora una volta quindi, come si è già avuto modo di spiegare nel precedente articolo, le dichiarazioni di Bonisoli ci sembrano abbastanza vaghe, poco concrete e spesso del tutto fuori luogo. Ma come si dice, “marito vecchio è meglio di niente”, e alle migliaia di ragazzi che quest’anno festeggeranno la maggior età non resta che prendere atto dei fantomatici “correttivi” al bonus a cui il Ministro allude. Speriamo si tratti di qualcosa di particolarmente restrittivo, se non altro per non lasciare la bocca del tutto amara a tutti quei diversamente giovani che avevano ben apprezzato la precedente decisione di Bonisoli.

Giuseppe Galluzzo

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