Aquarius: le reazioni (e le opinioni) del mondo del web2 min

di L'Obbiettivo

Non è tanto l’avere Salvini Ministro dell’Interno il problema. E neanche il lasciare in balia del mare un’imbarcazione con a bordo circa 600 persone, tra cui donne e bambini. Il problema sono gli italiani, che di fronte a tutto ciò esultano.

Mi ricordo di aver assistito una volta ad un dibattito in TV in cui Matteo Salvini illustrava ad un paio di giornalisti e parlamentari dell’altra sponda la sua formula magica per combattere l’invasione islamica. Il problema è che il leader leghista sembrava essere contrario sia alla costruzione di hotspot in Africa, sia ad accogliere gli immigrati regolari per poi “smerciarli”, dopo un breve periodo, in altri paesi europei. Tant’è che, ad un certo punto, un giornalista abbastanza scocciato gli chiese ironicamente se fosse almeno favorevole all’idea di congelare le imbarcazioni colme di migranti prima che questi potessero sbarcare in Italia e farle galleggiare per l’eternità in mezzo al Mediterraneo a mo’ di iceberg. Non ricordo quale fu la sua risposta, sta di fatto che, sembra impossibile, ma tutto ciò è successo davvero!

Come al solito in questi casi, i principali social network diventano l’habitat naturale dell’italiano medio, che qui si sente libero di esprimere la propria opinione e farla conoscere al mondo. Ed è così che, per usare le parole di Umberto Eco, legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di rosso, ora si ritrovano improvvisamente ad avere lo stesso diritto di parola di un premio Nobel, tutto ciò a danno della collettività.

La notizia dell’approdo negato della nave Aquarius ha sollevato un polverone di opinioni contrastanti. C’è chi si schiera al fianco del “capitano” Salvini, rifacendosi alla filosofia del “non possiamo accoglierli tutti” o del “aiutiamoli a casa loro”, e chi al contrario sta dalla parte dei migranti finendo per essere etichettato come “buonista” o “pidiota”.

Le ragioni dietro le quali si nascondono i pionieri della rivoluzione del buon senso ci risultano in realtà poco condivisibili: è vero che l’Italia da sola non può sostenere l’emergenza immigrazione, se di emergenza si può parlare; è vero che bisognava dare un messaggio importante all’Europa, ma giocare con la vita delle persone mi sembra a dir poco eccessivo per un individuo devoto e cristiano come l’attuale Ministro dell’Interno. Si tratta infatti di 629 persone (tra cui 123 minori non accompagnati e 7 donne incinte) di 26 nazionalità diverse (circa un quarto proviene dal Sudan), che oltre ad aver trascorso lunghe ore alla deriva a bordo di gommoni prima di essere messi in salvo dall’Aquarius vengono da una lunga ed infernale detenzione in Libia. Tra ustioni dovute alla miscela di benzina e acqua di mare, disidratazione e sovraffollamento della nave in questione, mi chiedo se davvero fosse necessario subordinare le preoccupazioni politiche del neonato governo a questa grave emergenza umanitaria.

Le ideologie radicali che fanno capo all’idea di difesa della patria e di rifiuto incondizionato dello straniero che alcuni utenti non possono fare a meno di esternare con orgoglio sono totalmente fini a se stesse: con l’intenzione di tutelare i valori occidentali da questo fantomatico nichilismo orientale ci si è completamente dimenticati che trai valori italiani di cui gli eroi della patria si fanno portavoce spiccano quelli dell’accoglienza, della fraternità, dell’uguaglianza. Non si tratta di perbenismo, ma di semplice consapevolezza delle radici valoriali su cui si fondano l’Italia, l’Europa e l’occidente intero, che attengono al concetto di umanità. Di questo il capitano Salvini e tutta la sua ciurma dovrebbero sicuramente tenere conto prima di mettersi a giocare a battaglia navale.

Giuseppe Galluzzo

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