L’invasione digitale1 min

di L'Obbiettivo

L’era dei videogame è ormai arrivata. Il boom di console, di nuove storie da vivere e altre da continuare, di collegamenti internazionali instaurati tramite chat e collegamenti audio, sta interessando tutto il mondo. La novità del momento sono i nuovi dispositivi per la realtà virtuale in grado di immergere interamente il giocatore in un altro mondo. I visori 3D sono adesso accompagnati da una tuta in grado di trasmettere le sensazioni relative al tatto. Tutto ciò che prima era semplicemente visibile attraverso le lenti viene ora riprodotto anche da alcuni sacchetti in grado di gonfiarsi e sgonfiarsi velocemente in tutto il corpo rispettando le immagini del filmato trasmesso. Se ad esempio stessimo guardando uno scenario invernale e pensassimo di stare giocando a lanciare palle di neve, avremmo veramente la sensazione si essere colpiti da una palla al torace perché in quel punto il sacchetto si gonfierebbe all’istante. Per i giovani e gli appassionati sarà sicuramente una nuova conquista, ma dall’altra parte si aprono i dibattiti sulle conseguenze psicologiche che questi mezzi potrebbero portare. Esperienze traumatiche come il morso di un serpente, o combattimenti di vario tipo. La dipendenza portata da questi apparecchi non determina solo il numero delle ore nocive passate davanti allo schermo, ma deforma le nostre attitudini e le nostre azioni. Più il videogame si avvicina alla realtà, più si ha la tendenza involontaria di trasferire la partita fuori dalla console.

Vincenzo Trimarchi

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