Lo straniero2 min

di L'Obbiettivo

Cos’è che attanaglia la mente umana, che blocca il desiderio di conoscenza, che spinge l’animo umano a non cambiare, a rimanere imperterrito uguale? Ebbene, la paura. Ma non quella paura che aiuta l’uomo a evitare il pericolo, a non farlo cadere nel suo lato più oscuro. Ma la paura di qualcosa che non si conosce, con cui non si è mai avuto a che fare, la paura dell’ignoto. È questo che spaventa l’uomo, la mancanza di conoscenza che va a soggiogare il desiderio di curiosità. Essa già nella storia è stata un fattore fondamentale per l’imposizione del potere su chi, per un motivo o per un altro, non aveva i mezzi intellettivi per comprendere la verità. E grazie alla conoscenza si è usciti dai secoli bui della censura e dell’indottrinamento cosicché ogni uomo potesse esprimere la propria idea, anche se oggi forse troppe persone esprimono le proprie idee senza cognizione di causa e nella piena ignoranza, ma questa è un’altra storia. Questa paura si riscontra nella storia sia passata che presente nella figura dello straniero, un uomo di cui fino a poco prima si ignorava l’esistenza ma che ora si erge davanti a noi, è simile ma al contempo diverso da noi. Nel tempo e nel susseguirsi delle opere letterarie è stato preso in considerazione diverse volte e raramente in modo eguale. E riprendendo l’Odissea è proprio un uomo dalle molteplici virtù che nel suo aspetto più orripilante incute senza volerlo timore nelle ancelle di Nausicaa la quale rimane l’unica ad assistere l’eroe grazie alla forza datale da Atena. Da Ulisse si passa a una concezione dello straniero diversificata in Baudelaire, è il viaggiatore che vive la propria vita con il susseguirsi di paesaggi, albe e tramonti, senza una meta cercandone solo il significato. Infine si ha Brown in “Sentinella” che sconvolge la visione dello straniero, con un colpo di scena inaspettato, esso non è più un essere estraneo all’uomo ma è proprio l’uomo che diventa lo straniero, il quale in precedenza gli suscitava timore. Così per avere una nuova realtà in cui predomina l’uguaglianza, la tolleranza e il rispetto non ci si può più affidare alle paure ma dedicarsi all’unica attività che contraddistingue l’uomo da qualunque altro essere vivente: la ricerca della conoscenza fino ad arrivare alla comprensione di Dio e dell’universo.

Francesco Pelle

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