Open Day della PA e degli Open Data

di L'Obbiettivo

Cosa sono gli Open data? Quanto sono importanti per i cittadini? Quanto influiscono nella trasparenza delle pubbliche amministrazioni? Le risposte a queste domande sono state date lo scorso 6 febbraio durante L’Open Day della PA e degli Open data, l’evento che si è tenuto al Palazzo della Cultura di Locri. Non molti sapranno in cosa consistono gli “open data”. Spesso, soprattutto nel nostro territorio, vengono stanziati dei fondi pubblici che, con il tempo, si disperdono nell’etere. Bene, gli Open data – traducendo letteralmente dall’inglese “dati aperti” – potrebbero aiutarci nel risolvere questo problema, in quanto hanno la peculiarità di poter essere visti, ripuliti e modificati dai cittadini stessi. Nonostante ci siano Paesi in cui i dati aperti vengono utilizzati sin da metà dell’Ottocento, l’Italia si è trovata, come al solito, impreparata e arretrata. Al giorno d’oggi, però, grazie ad eventi come quello del 6 febbraio e ad iniziative e progetti come “A scuola di OpenCoesione”, si riesce a far chiarezza sulle innovazioni indispensabili per diventare cittadini attivi e consapevoli, dei veri e propri “data journalists”, giornalisti dei dati.

L’evento è stato presentato e coordinato dalla Dottoressa Alessandra Tuzza, direttrice di EDIC “Calabria&Europa”, che ha introdotto i numerosi relatori esperti di Open data presenti. Dopo i saluti dell’assessore alla Cultura di Locri Anna Sofia, sono intervenuti Marina Galluzzo, responsabile della comunicazione del Comune di Udine – che già da anni fa sì che le informazioni sui fondi pubblici e su come vengono spesi siano a portata di tutti –, Loredana Panetta, dell’Associazione Eurokom, che ha parlato del percorso degli Open data nelle scuole, Giuseppe Antonio Sofia, dell’Ufficio Territoriale della Calabria del Mise, Francesco Aiello, docente di Economia all’Università della Calabria, e la dottoressa Porzia Benedetto che ha parlato delle politiche europee per la digitalizzazione.

In sala erano presenti i team degli studenti delle scuole partecipanti a “A scuola di OpenCoesione”, un progetto che insegna ai ragazzi come avviare un processo di monitoraggio civico su un particolare finanziamento, servendosi appunto dei dati, e li incita ad indagare sui fondi pubblici inutilizzati o ancora in corso di stanziamento: il team “Freedam” del Liceo Scientifico “Zaleuco” di Locri, il team “H2O” del Liceo La Cava di Bovalino, il team “PoliMedma” del Liceo R. Piria di Rosarno e il team “Reisers” dei Licei G. Mazzini di Locri. Come chiusura del convegno ogni scuola ha presentato il suo percorso, il progetto scelto e i dati trovati. Le varie squadre hanno ottenuto ottimi risultati nelle ricerche e sono pronte per continuare il lavoro. Anche se potrebbe sembrare un argomento lontano da noi, conoscere le peculiarità dell’amministrazione aperta è essenziale per essere parte consapevole di una comunità, sia per i giovani che in futuro dovranno costruire un sistema amministrativo se non migliore quanto meno più comprensibile di quello odierno, sia per gli enti attualmente in funzione i quali, al contrario, boicottano quel sistema ideale molto spesso.

Elisabetta Spanò