Orietta sì, Orietta no

A quanto pare, “L’usignolo di Cavriago”, Orietta Berti non può neanche più esprimere il suo parere. La cantante emiliana, recentemente ha rivelato ad una radio il suo consenso nei confronti del Movimento 5 Stelle, annunciando il suo futuro voto al partito guidato dal giovanissimo Luigi Di Maio. Opinione, che a detta di qualcuno risulta violare la par condicio. In Italia, paese del controsenso e del paradosso si è arrivati al punto tale da non poter più dire la propria su accadimenti attuali o, addirittura dire il proprio pensiero politico ad alta voce. Già, perché è proprio questo che manca nel nostro paese, un po’ di volume, senso di piena coscienza, bisogna dover dire cosa si pensa, sempre. Pensate a come sarebbe il mondo se tutti fossimo denunciati all’AGCOM, solo per aver detto la nostra in una rete pubblica. Ecco, sarebbe un incubo, ma in questo caso a rivestire il ruolo di cantastorie di barzellette da bar è il PD. Il partito democratico è rimasto “ferito” dall’endorsement della Berti, proprio per questo motivo l’avrebbe denunciata alle autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Vi chiederete chi manchi all’appello? Facile. I cugini di campagna, a breve approveranno il senatore Razzi.

Antonio Panetta

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