Cultura

Nuova scoperta alla Cattolica di Stilo

Dopo così tanti secoli nessuno avrebbe mai pensato che la Cattolica di Stilo, il suggestivo gioiello bizantino alle pendici del Monte Consolino, potesse riservare delle sorprese.

Eppure, proprio ultimamente, è stata scoperta la data 1552 all’angolo di uno degli affreschi principali della Cattolica, la Dormitio Virginis.

Il ciclo pittorico della Dormitio Virginis, che è uno dei più importanti della chiesa, raffigura la morte della Vergine Maria, assistita dagli Apostoli, e la sua assunzione in cielo, episodio dettagliatamente raccontato nei Vangeli Apocrifi.

È stato il bizantinista Elio Fiorenza a scoprire il numero, mentre discuteva degli affreschi con il dottor Danilo Franco, promotore dell’archeologia industriale nel Sud Italia.

La datazione dell’affresco (la cui realizzazione era stata inizialmente collocata nel 1410 e spostata poi al 1510), segna un ulteriore indizio per comprendere al meglio il periodo medioevale e rinascimentale nella Locride. Nella zona di Stilo e Bivongi (che ospita anche il Monastero di San Giovanni Theristis), infatti, il passaggio dal culto greco a quello latino non avviene come nel resto d’Italia. Nonostante l’arrivo dei Normanni nei primi decenni dell’Anno Mille, il culto greco portato dai monac orientali rimane intatto per altri cinque secoli, quando la Cattolica diventa un luogo di culto della Chiesa Romana, come testimonia l’antica campana, del 1577 e, dall’8 gennaio scorso, la data dell’affresco della Dormitio Virginis.

La Cattolica di Stilo è indubbiamente un capolavoro ricco di storia, che attraverso gli strati dei suoi cicli pittorici e delle sue iscrizioni ci racconta le varie fasi storiche della Vallata dello Stilaro, che ha visto il susseguirsi di svariate popolazioni. È un luogo antico che continua a mostrarci nuovi volti del suo passato: sempre Elio Fiorenza, il 9 dicembre 2017, ha scoperto un’iscrizione in pessimo stato risalente probabilmente al XV secolo, che ora viene studiata per essere decifrata. Un posto magico, sacro, che regala spesso nuovi importanti reperti.

Elisabetta Spanò

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