Ambiente,  Cronaca e politica

Ex BP: finalmente una svolta per la “fabbrica della puzza”

È una questione delicata quella che riguarda l’ex BP di Siderno, che da molto tempo ormai sembra non voler giungere ad una conclusione.

«Nel “Laboratorio BP – Intermedi Farmaceutici” – come si poteva già leggere nel comunicato stampa dell’ufficio del Commissario delegato per l’emergenza ambiente in Calabria datato 2006 – che aveva come attività produttiva primaria la preparazione del principio attivo ‘cimetidina’, sostanza farmaceutica e intermedio chimico per formulazioni usate nelle terapie antiulcera, risultano stoccati 700 fusti di rifiuti consistenti in distillati di solventi della produzione di cimetidina, acque madri di produzione ed altri residui pericolosi».

Veniva ricordato, inoltre, un precedente intervento del 2003 e, a seguito della fuoriuscita di sostanze chimiche contenute in 60 fusti ammalorati, furono attuati dei sistemi d’emergenza. La nota si concludeva affermando che i lavori, già affidati ad una ditta specializzata, sarebbero iniziati al più presto e che, in pochi giorni, i fusti sarebbero stati eliminati.

Ma di questa bomba ecologica si sono dimenticati tutti.

Il 13 settembre 2016 il Sindaco di Siderno, Pietro Fuda, aveva formalmente richiesto l’inserimento nei piani di bonifica della suddetta area al Dirigente Generale del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria. Non esisteva allora, da oltre 13 anni, alcuna richiesta tale da richiedere un intervento.

Era stata autorizzata solo una parziale bonifica con Ordinanza del Commissario con la quale vennero rimosse 549,80 tonnellate di rifiuti altamente tossici. Rimasero, però, altre 900 tonnellate ad interferire con la salute e la sicurezza degli abitanti di Pantanizzi.

La così soprannominata “Fabbrica della puzza”, con il ritorno della stagione estiva, aveva ampliato la sua pericolosità. Il caldo afoso evidenziava, ancora una volta, l’incontenibile fetore e il grave danno che esso comporta. La dirigente Suolo e Rifiuti ArpaCal, attivata dall’Assessorato regionale all’ambiente per verificarne le condizioni, si mostrò allora perplessa. Su invito del Sindaco Fuda anche il Comitato per la difesa della salute aveva partecipato al sopralluogo, ribadendo ancora una volta la gravità della situazione: fusti corrosi, liquido versato sul pavimento e molto altro evaporato.

Il Sindaco Fuda, consapevole del grande pericolo, aveva inoltre convocato una pubblica manifestazione per l’8 luglio in piazza municipio per incitare, ancora una volta, l’intervento degli organi necessari.

Anche Paolo Parentela, portavoce calabrese del Movimento Cinque Stelle alla Camera dei Deputati e membro della XIII Commissione Agricoltura, rivolgendosi ai ministri dell’ambiente e della salute ed al Presidente del Consiglio Gentiloni, ha espresso la sua preoccupazione, ridendo del fatto che dal 1994, anno in cui l’area, a seguito dell’esplosione di un reattore, divenne dannosa per la vita, la politica abbia completamente dimenticato la Calabria.

Allo stesso modo, già nel 2016, il Segretario nazionale di Sinistra Italiana, On. Nicola Fratoianni, in Parlamento aveva presentato un’interrogazione affine.

Difronte una tale inerzia istituzione, l’8 luglio la popolazione Calabrese si è dunque riunita in una manifestazione denominata “Siderno Salvati” che ha visto la partecipazione di una cittadina attiva e che sceglie di lottare per i propri diritti. In prima fila il Sindaco, gli Assessori e il Vescovo, Mons. Francesco Oliva, uniti contro un problema di fondamentale importanza.

Ad oggi possiamo dire che, finalmente, Siderno è riuscita a fare un passo avanti, grazie al magistrato Sergio Malgeri che ha autorizzato il Comune di Siderno e la Regione Calabria ad entrare nella fabbrica ancora sotto sequestro.

Notevole è stato il contributo del Sindaco Fuda che non molto tempo fa aveva ribadito come gli oneri economici relativi alla bonifica siano a carico del Presidente della Giunta regionale Mario Oliverio, analogamente precisato dal magistrato Malgeri.

Con questa importante concessione finalmente si potrà procedere al recupero dell’area interessata e ad essa circostante, sperando così di risolvere un problema che ormai da troppo tempo affligge la bellissima città di Siderno.

Jessica Mandorla

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