Datemi uno zaino e attraverserò l’Italia – Micheal Zani2 min

di L'Obbiettivo

Micheal ha 23 anni, una grande passione per la storia e la mitologia vichinga, conosce le rune e ha la barba lunga. Potrebbe essere un ordinario ragazzo, ma non lo è, perché ha un enorme zaino e tanta forza di volontà. Ha attraversato, a piedi, la penisola italiana, ha camminato per il perimetro siciliano, ed è il più giovane ad averlo mai fatto. È partito il 22 aprile dal suo paese, in provincia di Domodossola, senza curarsi di avversità climatiche, picchi e cali improvvisi di temperatura, e ora, dopo sei mesi di viaggio, sta tornando a casa.

Quello di Micheal è un sogno che diventa realtà. Ha messo da parte dei soldi dai suoi precedenti lavori (operaio in fabbrica e fattorino di consegna delle pizze) e, con cinque euro al giorno come budget, è già a più della metà dell’impresa.

Ho avuto il piacere di conoscere lui poiché io e mia madre siamo due delle tantissime persone con cui ha parlato durante il suo lungo cammino. Per Micheal il bello del viaggio sta proprio nel confrontarsi con ambienti nuovi e persone diverse; il toccare con mano realtà differenti da quella del paese natio ha arricchito il suo bagaglio culturale e umano.

Micheal non accetta passaggi, lui cammina e basta, spostarsi utilizzando motori sarebbe venir meno al suo impegno. Per la notte è stato ospitato da famiglie, associazioni e Proloco, anche se non sono mancati episodi curiosi (tra i tanti menziona dormire in una casa dentro una grotta siciliana). Insieme alle avventure ci sono stati anche crampi, stanchezza, scottature e raffreddori, ma niente di tanto forte da riuscire a fermarlo. Nel suo zaino pesantissimo c’è comunque spazio per dei libri, per un diario e per i sogni che ancora deve realizzare. Forse dovremmo prendere esempio da Micheal: il “ma chi te la fa fare?” è un quesito semplice, sulla bocca di tutti, quello che gli è stato posto più frequentemente. Ma giriamo per un solo istante la scacchiera. Micheal (“the Viking tramp”, il vichingo vagabondo) ha voluto realizzare il suo grande sogno, ha deciso di prendere e partire, ha avuto il coraggio di salutare per un po’ famiglia e ragazza (ha preventivato di tornare a casa per la vigilia di Natale) e, 35 chilometri al giorno, sta superando tutte le tappe previste dal suo viaggio. Mentre attendiamo che i traguardi piovano dal cielo, che il mondo torni bello, verde e fresco, che finisca ogni guerra e che primeggi la pace, la domanda che dovremmo farci tutti sarebbe “ma chi ce la fa fare, ad aspettare?”. Mettiamoci le bisacce in spalla, come Micheal, riempiamole di sogni e camminiamo, realizziamoli uno per uno, tappa per tappa, giorno per giorno, non rimaniamo a lamentarci di ciò che non abbiamo: andiamo a prendercelo. Mentre lo vedo allontanarsi verso Soverato ho la consapevolezza di aver incontrato una persona che lascia il segno, che ti fa riflettere su quanto ciò che sembra impossibile sia, in realtà, a un passo da te, forse a 3300 chilometri da te, ma non importa la distanza: l’importante è trovare la forza di mettersi in cammino. Tutto ciò che ci serve è a portata di mano. Anzi, di zaino.

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