Cronaca e politica

Call&Call Lokroi – L’Epilogo(?)

La lunga e travagliata serie di vicende che ha visto come protagonisti la Call&Call Lokroi e i suoi dipendenti giungerà al termine lunedì 18 settembre. Ma partiamo dal principio.

Il 9 luglio 2017, il Call&Call, che lavora per il servizio clienti di “Engie Italia”, ha avviato i processi per lo spostamento dall’attuale sede locrese (ritenuta difficile da raggiungere) a Casarano, in Puglia; di conseguenza è partita la routine di licenziamento per i suoi 129 dipendenti. La comunità si è attivata sin da subito per tentare di bloccare la scelta dell’azienda: il 26 agosto è stata organizzata una grande manifestazione alla quale hanno partecipato le organizzazioni dei Sindacati, la popolazione e il Comune di Locri. Qui sono stati invitati ad avvicinarsi alla questione il Governo Regionale e Centrale, e buona parte delle Istituzioni si sono attivate per risolvere la questione. La Giunta Regionale, infatti, ha organizzato un tavolo tecnico a Roma, dove si sono incontrati il MISE, i rappresentanti della Regione Calabria e l’azienda Call&Call. In data 13 settembre è stato indetto uno sciopero dei lavoratori del Call&Call di Locri per tutto l’orario di lavoro. A questo sciopero si sono aggregate alcune attività del paese che hanno chiuso i battenti per alcune ore a supporto e vicinanza della protesta dei 129 lavoratori. Nello stesso giorno, a partire dalle ore 15, è stato fatto un presidio nei pressi dei locali del call center, al quale ha partecipato anche Monsignor Francesco Oliva, vescovo della diocesi Locri–Gerace, che ha incoraggiato le persone presenti. Nel frattempo, a Roma, si teneva il tavolo tecnico precedentemente organizzato. Nonostante il tentativo di trattativa da parte della Regione Calabria e del Governo, la Call&Call si è dimostrata irremovibile: da lunedì i dipendenti potranno essere legalmente licenziati. Il Comune di Locri e i lavoratori, però, non si sono arresi; giovedì 14 settembre, nella sala consiliare di Locri, ha avuto luogo un incontro tra l’amministrazione comunale, i Sindacati e la popolazione. Durante l’evento, il Sindaco ha tenuto un acceso discorso nel quale ha deposto la bandiera tricolore, dichiarando: «Questa bandiera noi l’abbassiamo finché non verranno qui a darci una risposta», riferendosi allo Stato. I cittadini Locresi non demordono, e noi siamo vicini a coloro che stanno vivendo una situazione lavorativa sul filo del rasoio, sperando che possano tornare a lavorare onestamente, combattendo così in modo concreto le vie illegali e losche di arricchirsi che la criminalità organizzata propone nel nostro territorio.

Elisabetta Spanò

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