Tombe che c’erano, sarcofagi che torneranno

Ci siamo mai chiesti quante leggi assurde vengano approvate ogni giorno? Ci basti pensare che esiste una legge (in Florida) la quale vieta alle donne di fare paracadutismo la domenica. Anche ora, in questo momento potrebbero aver creato una legge che ci dica quant’aria dovremo respirare nel 2050.

Attualmente, ciò che contraddistingue la nostra società è la passività, un’arte che ha come scopo l’estraniarsi dalla politica, da quello che ci viene proposto inconsciamente, insomma delle mummie che continuano imperterrite nel loro intento di dimorare come fossero guidate da un sonno perenne nelle tombe, quasi come le api sono attratte dal polline. Recentemente l’Unione Europea ha approvato una legge che garantisce il libero scambio tra L’Europa e la grande signora America. Il trattato sembrerebbe avere effetti positivi sulla popolazione ma, purtroppo, è destinato ad un tragico epilogo. La legge TTIP, (acronimo di “Transatlantic Trade and Investment Partnership”) vende la salute dei cittadini europei, estranei del fatto che si aumenti l’uso di pesticidi, OGM e droghe varie nei nostri cibi. Alla faccia del buon libero scambio, poiché se uno stato dovesse ribellarsi, le multinazionali avrebbero il diritto di poter denunciare la nazione con sanzioni pari a 2 miliardi, così saremmo alla mercè delle grandi aziende. Ignari di tutto ciò i cittadini, il popolo o, per meglio dire una minima percentuale che si ribella al sistema, protestando per il non rispetto dell’opinione pubblica. «Occorre che la legge sia breve, in modo tale che l’inesperto possa comprenderla». Questo è ciò che direbbe il filosofo stoico Seneca, osservando questo scenario, che potremmo definire post–apocalittico, in cui la burocrazia e la segretezza da parte dei mass–media la fanno da padroni. «Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri, traditori, non è vittima, è complice». Se la nostra società sarà inevitabilmente destinata ad una realtà di malattie e conti in banca al verde, dipenderà tutti da ciò che facciamo. Ma soprattutto da quello che non facciamo. Svegliamoci dal profondo sonno, che ci ha reso schiavi del sistema per anni, crediamo nelle nostre idee. È ora che i feretri vengano profanati e che le tombe siano riesumate, poiché siamo soltanto noi gli artefici del nostro destino.

Antonio Panetta

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