Non aprite quel portale – Guida alle bestie del web

di L'Obbiettivo

Oggi, al pari degli Angela (o quasi), vi accompagneremo nella scoperta di un nuovo ecosistema, nato con internet, che ospita una svariata quantità di specie animali: il Web. (Sottofondo musicale consigliato: Aria sulla quarta corda di Johann Sebastian Bach).

Goethe diceva che niente è più terribile di un’ignoranza attiva. Ebbene, il Web, oltre ad essere il più veloce mezzo per informarsi e soddisfare le curiosità intellettuali è, soprattutto, il veicolo migliore per portare avanti le proprie opinioni (spesso senza alcun fondamento scientifico e per niente ponderate) in merito ad alieni, vaccini, Babbo Natale, complotti, la seconda stagione di Tredici e tante altre succose questioni. Queste opinioni, come tanti fanti medioevali, marciano per le pagine Facebook, i profili Twitter e i canali Youtube sotto lo stendardo della “libertà di espressione”. È lei il motore della vita nell’ecosistema Web: gli animali che vi abitano, non tutti, giustificano i loro attacchi al resto della componente biotica con essa. Sperando di avervi incuriosito, procederemo ora ad una particolareggiata descrizione di alcune delle più popolose specie presenti in questo nuovo e complesso mondo.

I tristi cronici: i tristi cronici, di età compresa tra i 13 e i 20 anni, sono individui abitudinari. Ogni mattina si alzano, esprimono pubblicamente il loro dissenso verso la vita, mostrano a tutti i loro cuori straziati da delusioni amorose e amicali e continuano la loro giornata, intervallata da qualche sporadica pubblicazione che inneggia all’alcol. I tristi cronici tendono a nascondere quello che di bello hanno nella vita ed è importante non mostrarglielo: è l’insistenza nel fare notare la positività che li fa diventare aggressivi: per loro l’esistenza è macabra e inutile, e sono così abitudinari da essere irremovibili.

Le “clip art”: i produttori di immagini. Gli individui maturi depongono all’incirca 365 immagini all’anno per il Buongiorno (pubblicate alle ore 8.00, puntualmente) e 365 all’anno per la Buonanotte (che solitamente raffigurano personaggi come Tweety e Snoopy, a volte Mussolini illuminato dalla luna). Arrivate a un’età variabile a seconda dell’individuo (solitamente i 40 anni) aumentano la produzione di immagini, aggiungendone di sofisticate e glitterate per festività ricorrenti e di sobrie ed eleganti per gli onomastici. Gli individui più resistenti, di solito, riescono a pubblicare circa ogni due settimane la foto di un santo o di un crocifisso. Questa specie è generosa e positiva: a loro non importa la reazione del resto della comunità, a loro basta che ognuno abbia il suo “kaffè” di prima mattina.

I commentatori: siamo ora alla più dirompente (per quantità e visibilità) specie animale presente nel Web. Localizzati soprattutto nelle pagine pubbliche di politici e personaggi famosi, aspettano il post buono per attaccare la preda. I commentatori sono ben organizzati: ci sono gli scienziati, per lo più complottisti e tuttologi, i puntinisti reticenti che occupano i ¾ del commento con punti sospensivi, gli italiani–quelli–veri (da notare che spesso commettono elementari errori di grammatica) e gli educati che, dando sempre e comunque del lei, insultano pesantemente i precedenti commentatori. Le lotte iniziano fra lupi solitari: puntano una preda (il personaggio famoso) e decidono di distruggerla. Si concludono poi in spietati combattimenti tra branchi in cui l’obbiettivo non è più la preda (già abbondantemente spolpata), ma la tanto agognata “Ragione”. I combattimenti possono durare anche mesi e si concludono con letali colpi di ban da parte degli amministratori.

Ecco dove siamo arrivati. Ironia a parte, se ne vedono di cotte e di crude sui social. Semi–scienziati che mettono in dubbio la forma della Terra, complottisti che lottano contro lobby immaginarie, ondate di razzismo e omofobia… è davvero questo che vogliamo continuare a leggere? Perché non usare internet, potentissimo strumento, per creare connessioni fra i vari popoli, istruire chi vuole imparare e sì, anche esprimere la propria opinione, se questa ha senso, è ponderata ed espressa con educazione e umanità? Vi prego, facciamo che Darwin non sia vissuto invano.

Elisabetta Spanò