La biblioteca comunale ritorna a Siderno

Nella giornata mondiale del libro, domenica 23 aprile, è stata inaugurata a Siderno la biblioteca comunale “Armando La Torre” presso l’ex Istituto Tecnico Commerciale in Via Reggio n.1, accanto alla scuola elementare “G. Pascoli”. Si tratta di una grande vittoria per i cittadini, che finalmente possono tornare a godere di questo servizio, grazie soprattutto all’impegno dell’Associazione Amici del Libro e della Biblioteca, che sin dal 2013, anno dello spostamento della sede della biblioteca presso la scuola elementare “Lorenzin” di Siderno Superiore da parte dei commissari prefettizi, si è battuta affinché questa tornasse nel centro del paese.

All’inaugurazione hanno partecipato molte persone, che hanno poi assistito al concerto Magna Grecia Flute Choir Young, seguito dal tradizionale taglio del nastro che ha ufficialente aperto al pubblico la biblioteca.

«Mi auguro – commenta il primo cittadino Fuda – che la biblioteca possa diventare una “Casa della Cultura” presso la quale organizzare le più importanti manifestazioni culturali della nostra comunità e che questa attività sia solo il primo passo per l’inserimento di Siderno nei grandi circuiti culturali nazionali».

È un’opportunità per i cittadini di ottenere un riscatto attraverso la cultura, i quali potranno così usufruire dei circa 25000 volumi presenti tra gli scaffali, tutti catalogati dal bibliotecario Salvatore Futia.

«Attorno a questa struttura – continua il sindaco – che sarà certamente potenziata, dobbiamo infatti far crescere la nuova classe dirigente non solo di Siderno, ma della Calabria e del Mezzogiorno. Questo edificio non deve limitarsi a essere un centro in cui si può prendere in prestito un libro, ma deve diventare un luogo in cui sviluppare i pensieri e creare un tavolo di confronto continuo, esattamente come già avviene in altre città d’Italia».

L’augurio più grande è che quei corridoi siano assiduamente frequentati, che molte più persone facciano affidamento alla lettura, e che dunque la biblioteca non sia destinata alla desolazione, ma che al contrario sia un luogo vivace, nel rispetto del solenne silenzio che da sempre la caratterizza.

Domenico Futia

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