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Giro d’Italia, il Centenario: la tappa di Reggio Calabria tra luoghi mozzafiato e alcuni “problemi di partenza”

La sesta tappa del Giro d’Italia dell’edizione 2017, la centesima di questa “Corsa Rosa” dal 1909, si è svolta tra le terre calabresi il giorno 11 maggio. Gli spettatori hanno potuto osservare qual è lo spettacolo ambientale che questa terra può offrire: gli organizzatori del centenario hanno appunto scelto l’itinerario per la sua bellezza e la suggestione del territorio, provvisto di montagne a strapiombo sul mare, tornanti spettacolari lungo il mar Tirreno che continuano fino al tratto finale delle Terme Luigiane. Dopo 217 km si è saputo il nome del vincitore della sesta tappa che, purtroppo, non è stato italiano: Silvan Dillier, svizzero di 26 anni del gruppo Bmc, ha battuto sullo sprint finale il belga Jasper Stuyven e l’austriaco Lukas Postlberger, mentre quarto arrivato è il veneto Simone Andreetta. Tutto questo, però, è accaduto dopo dei problemi che hanno fatto slittare l’orario di partenza, posticipato di 20 minuti, e spostarne il luogo. Tutti i bus con i 191 corridori in gara, i direttori sportivi, i tecnici, i manager, i meccanici e il resto del personale dei 22 team sono stati spostati a 3 km di distanza dalla locazione stabilita in precedenza, ossia tra lo slargo della Pineta Zerbi e il piazzale dell’Annunziata, all’inizio del lungomare. Questo a causa di centinaia di vetture parcheggiate proprio nelle zone contrassegnate dai divieti di sosta. Troppe per i vigili, che non sono riusciti a rimuoverne tante nel poco tempo a loro disposizione. Questo contrattempo ha innervosito sia i team manager che i corridori, oltre che gli organizzatori, i quali hanno visto a rischio l’opportunità di promuovere il territorio calabrese, a causa di individui che, per qualche strano caso, non sono stati bocciati agli esami di guida per la patente.

Francesco Frisina

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