Quando anche insegnare diventa abusivo

“Oggi niente scuola” dice qualcuno dei carabinieri presenti la mattina del 7 aprile di fronte ai cancelli dell’Istituto d’arte e dell’IPSIA di Locri. Niente scuola per 800 studenti, la cui unica colpa è quella di frequentare istituti scolastici “totalmente abusivi”: senza alcun certificato antincendio, nessun collaudo, «gravi difformità» sui materiali utilizzati nelle costruzioni. I carabinieri del gruppo di Locri hanno posto sotto sequestro i due immobili, bloccando l’ingresso degli studenti nelle due scuole, a seguito di un’indagine che vede coinvolti anche ex amministratori e funzionari del Comune di Locri e della Provincia di Reggio Calabria. A pagarne le conseguenze sono i ragazzi, che continueranno a camminare per i corridoi di edifici inagibili, senza alcuna certezza, probabilmente in futuro spostati in nuove sedi, costretti ad adattarsi a nuovi ambienti, forse altrettanto instabili.
I servizi primari che lo Stato dovrebbe offrire, ridotti a false certificazioni e lucri illeciti. Sono stati posti provvedimenti giudiziari per 15 persone, accusate a vario titolo di truffa aggravata, abuso d’ufficio, frode in pubbliche forniture, aggravate dalle modalità mafiose, in quanto avrebbero favorito il clan Cordì. Se così fosse, sarebbe l’ennesima dimostrazione che la mafia può insinuarsi ovunque, seduta tra gli uffici della pubblica amministrazione, impugnando anche le sedi scolastiche, uno dei luoghi principali di sviluppo della società. Hanno tratto profitto a discapito degli studenti, incuranti delle possibili conseguenze, indifferenti di fronte al rischio che i ragazzi corrono nel frequentare una scuola i cui materiali usati per la costruzione potrebbero non essere adatti.
Sicuramente, se fosse accaduto il peggio, avrebbero inveito contro lo Stato, scaricando colpe su colpe finché la verità non sarebbe venuta a galla. Fortunatamente, grazie ai lavori svolti dal gruppo dei carabinieri di Locri e dalla Dda di Reggio Calabria, siamo venuti a conoscenza della situazione anticipando eventuali disgrazie. Tuttavia, resta comunque un dubbio: perché i controlli avvengono solo ora, a una decina di anni dal completamento delle due scuole, e non prima, al termine dei lavori? Ancora una volta gli studenti sono vittime di una politica assente e disinteressata, che gestisce gli affari pubblici per perpetrare i propri scopi illeciti. Vengono negate opportunità ai ragazzi, viene meno il diritto allo studio, il diritto alla sicurezza. «L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento» afferma la nostra costituzione. Quando anche insegnare diventa abusivo, però, significa che abbiamo davvero toccato il fondo.
Domenico Futia

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