Onorati di essere sbirri

Il 20 marzo, all’indomani della visita del presidente Mattarella e prima del 21, giornata dedicata al ricordo delle vittime delle mafie, la città di Locri, dopo aver mostrato la parte migliore di sé, si risveglia imbruttita, facendo vedere esattamente la faccia contro cui si era appena scagliata. “Più lavoro, meno sbirri” e “Don Ciotti sbirro”, si legge la mattina sui muri del vescovado, del centro di aggregazione giovanile e della scuola media. Indigna, ma non sorprende affatto, perché in questi giorni si parla e forse qualcosa si può muovere, le parole non piacciono, e le azioni ancor meno.
Così, coperti dalle ombre, ignoti hanno vigliaccamente tentato di intimorire il popolo che si sveglia, incapaci di parlare a viso aperto, perché, ricordiamolo, anche i portatori di paura temono, temono la gente quando è unita. Hanno anche creduto di poterla disgregare colpendo sulla mancanza di lavoro, grande piaga di queste terre. Qualunque fosse il messaggio dietro queste scritte, noi il lavoro sporco della ‘ndrangheta comunque non lo vogliamo: oltraggia la dignità, esilia la libertà e punge come la vista delle mille vittime i cui nomi risuonano forti in quest’aria. Deve invece essere ricordato che sono le mafie a osteggiare la crescita del nostro paese e ad annichilire il lavoro onesto.
Il sindaco Giovanni Calabrese e l’Amministrazione Comunale di Locri.

Le istituzioni si sono mostrate pronte, le scritte sono state presto cancellate e la risposta non si è fatta attendere; il cartellone voluto dal sindaco Giovanni Calabrese e dalla giunta comunale tutta è eloquente: Orgogliosamente «Sbirri» per il Cambiamento. Quello che hanno usato come insulto è qualcosa che invece ci onora perché amiamo la nostra terra e vogliamo che abbandoni il manto opaco con cui è stata avvolta, e questo può essere ottenuto facendo in modo che la giustizia regni.
Va sottolineata la partecipazione giovanile nel creare un’aria di svolta, resa evidente dalla presenza di ragazzi alla conferenza stampa e alla manifestazione del 21 marzo. È ora di cambiare.

Guarda il video della risposta dell’Amministrazione comunale di Locri alle scritte offensive comparse in città la notte del 20/03/2017.

Nicola Varacalli

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