Le scuole ricordano le vittime innocenti delle mafie

di L'Obbiettivo
L’associazione Libera, attiva nelle scuole sin dalla sua fondazione, ha invitato gli studenti a prendere parte alla giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia, realizzando video, foto, presentazioni, striscioni e tanto altro sulla vita e l’ingiusta morte delle persone assassinate dalla mano mafiosa. «Quelle persone non sono morte per una targa, una corona di fiori, un discorso celebrativo. Sono morte per la nostra libertà, per la nostra democrazia. Solo l’impegno personale e collettivo trasforma la memoria d’occasione, inamidata, in memoria condivisa e pubblica, in memoria viva»: queste sono le parole che Don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione Libera, rivolge agli studenti durante i suoi incontri nelle scuole d’Italia. La proposta di prendere parte a quest’iniziativa è stata ben accolta, in particolare nelle scuole della Locride, zona protagonista della XXII giornata della memoria e dell’impegno. Sono tanti i nomi che durante queste ultime settimane propedeutiche al 21 marzo sono apparsi nei lavori che i ragazzi hanno svolto, nomi che nascondono storie di persone comuni le quali il coraggio ha strappato via la vita. Anzi no: a ucciderli è stata la mano dell’uomo, quello che noi definiamo coraggio è in realtà un grande esempio di civiltà a cui tutti dovremmo ispirarci per vivere in una società migliore.
E dalle scuole elementari alle scuole superiori, ognuno ha dato un contributo alla memoria. Ciò che ha spinto molti a partecipare è, senza dubbio, la voglia di un cambiamento, che deve partire innanzitutto dalle coscienze, risvegliandole attraverso la memoria di chi per il cambiamento ha dato la vita e chi, da vivo, chiede con forza verità e giustizia, purtroppo spesso negate. A questo grido di speranza hanno voluto unirsi gli studenti, mostrando vicinanza e affetto a chi per colpa della mafia ha perso i propri cari. I vari lavori sono stati presentati ai famigliari delle vittime, che commossi hanno ringraziato di cuore per l’impegno che i giovani hanno dimostrato. «Da oggi per voi i nomi di quella lista non sono più solo dei nomi. Sono dei volti. Sono delle storie. Voi li avete fatti vostri. Li avete adottati» conclude così il suo discorso agli studenti delle scuole della Locride Don Ciotti. Un’esperienza che ha lasciato a tutti la speranza di un’Italia più giusta, la speranza che in quel triste elenco non venga più aggiunto alcun nome.
Domenico Futia