Al Presidente della Repubblica

di L'Obbiettivo

Francesco Frisina

In questi giorni c’è stato grande movimento a livello mediatico, politico e sociale per un evento che nella piccola cittadina di Locri (RC) non accadeva da quasi 51 anni, ossia la visita di un Presidente della Repubblica. L’ultima era stata quella del Presidente Giuseppe Saragat, il 19 aprile del 1966, venuto anche a rendere omaggio allo scrittore e sceneggiatore calabrese Corrado Alvaro, con cui aveva un rapporto di reciproca stima. Questa volta, il 19 marzo del 2017 è toccato a Sergio Mattarella, arrivato per rendere onore alle vittime della mafia e ai loro familiari, tutti riuniti allo stadio comunale di Locri. Questo, due giorni prima della “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” che si tiene ogni anno il primo giorno di primavera dal 1996, e che per l’edizione del 2017 ha scelto come locazione proprio la cittadina calabrese.
Sentendo quindi dell’arrivo del presidente, alcune persone del luogo che conoscono bene i disagi e le difficoltà presenti in questa terra hanno deciso di scrivere una lettera al suddetto. È il caso del protettore del santuario di Polsi Antonio Magnoli, dell’avvocato Pino Mammoliti e degli ex Alunni della V Sez. E (classe ‘92) del Liceo Scientifico Zaleuco di Locri (RC). Le lettere, pubblicate su dei quotidiani locali online, chiedono tutte che il presidente non passi da Locri solo di sfuggita, che alla fine venga qui solo per onorare le vittime della mafia e a salutare le loro famiglie (per quanto questo sia a dir poco fondamentale per l’occasione), ma che venga in questa terra, a toccare con mano ciò che veramente manca, farsi strada in mezzo al degrado che circonda la bella scena messa in piedi per la sua venuta e che colpisce il resto della Locride e non solo. Gli autori delle lettere sanno benissimo di cosa scrivono, vivendo a Locri da una vita intera. Ospedale in decadenza, strade in condizioni critiche con tanto di voragini (solo ieri sono stati asfaltati alcuni tratti a Locri) e strutture fatiscenti; questi sono i maggiori problemi del territorio menzionati nelle lettere. Magnoli stesso sarebbe disposto a guidare il presidente per i paesi della Locride, per fargli osservare lo stato di abbandono che li contraddistingue. E gli ex studenti chiedono «meno ponti sullo stretto e più ponti con le istituzioni» (ah, avessero almeno iniziato la costruzione di un ponte per cui è già stato speso oltre un miliardo di euro).